Premesso che siamo (o pretendiamo di essere) umoristi, comici e comunque abbiamo scelto, per esprimerci, la strada della risata.
Premesso che siamo professionisti che vivono di questo lavoro e cercano di farlo al meglio delle loro possibilità (studiando, ricercando, tentando più o meno sempre di crescere o migliorare).
Premesso che abbiamo dentro l’urgenza di “dire qualcosa” ma proprio perché siamo professionisti non possiamo farlo da “pubblico” ma dobbiamo farlo da persone che stanno al di qua del palco.
Premesso che siamo persone che si ritengono intelligenti e dotate di buon senso e proprio per questo dobbiamo dimostrarlo con i fatti.
Premesso tutto ciò ed in virtù del fatto che la “potenza è nulla senza controllo” Satiriasi ha deciso di darsi delle regole che le consentano di avere una linea ed una coerenza di pensiero e di forma che non saranno le migliori, non saranno “quelle giuste” ma intanto ci sono ed è già meglio di niente!
1) La risata è il mezzo e non il fine
2) Niente travestimenti, si entra col proprio nome e cognome, e si hanno a disposizione un asta ed un microfono su fondale nero.
2bis) Le eventuali aggiunte fanno parte della regia complessiva della serata e non del singolo pezzo.
3) La libertà è assoluta ma non sono permessi pezzi che ispirino forme di violenza, intolleranza o razzismo. Voler vedere morto chi ha ucciso è umano ma è il metodo della Mafia.
3bis) La “satira” non è solo politica. Si può fare su tutto e su tutti.
4) Non è uno spettacolo di cabaret.
5) Il pubblico può essere coinvolto all’interno di un pezzo ma deve rappresentare una parte accessoria. Qualora fosse una parte fondante va giustificato in maniera chiara.
6) Non si fanno comizi politici. Se in un pezzo non si ride (o comunque non c’è l’intento comico) il servizio di satira viene a mancare.
7) Fermo restando che è legittimo usare tutti i meccanismi lessicali della comicità, non si fanno giochi di parole fini a sé stessi a meno che non siano frutto di uno studio tale da giustificarne il senso (vedi bergonzoni)
8) La satira da sempre è stata uno strumento di stimolo per lo spirito critico dell’autore e del pubblico, non vergogniamoci ad usare la parola cultura.
9) Bisogna sforzarsi di proporre pezzi originali, ci repelle la baggianata: “Ormai è stato già detto tutto” (tutto quello che è stato già detto può essere ridetto, ribadito e migliorato)
10) I luoghi comuni vanno presi in giro in quanto anestetici del pensiero e concime del consenso acritico.