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	<title>Satiriasi-L&#039;Officina della Satira</title>
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		<title>E tutti vissero felici e contenti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- “E fu così che tutti vissero per sempre felici e contenti…”. Buonanotte, tesoro… - E come fecero, papà? - Eh? Come dici, piccolo? - Come fecero ad essere “per sempre felici e contenti”? Questa parte della storia non me &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/09/e-tutti-vissero-felici-e-contenti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><img class="alignleft" src="http://infomedfi.pbworks.com/f/1205833775/schedamadre1.jpg" alt="" width="287" height="302" />- “E fu così che tutti vissero per sempre felici e contenti…”. Buonanotte, tesoro…</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- E come fecero, papà?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Eh? Come dici, piccolo?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Come fecero ad essere “per sempre felici e contenti”? Questa parte della storia non me la racconti mai…</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Mmm… va bene ma poi a nanna. Dunque… anzitutto i giornali sparirono immediatamente ed i TG trasmisero a reti unificate, 24 ore su 24, solo belle, pacifiche, innocue notizie sul meteo così di fatto si concretizzò l’utopia che ser Minzolini e ser Fede, pace all’anima loro, avevano sempre sognato ma mai erano riusciti a realizzare! </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- E poi?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- E poi dalle notizie pubbliche si passò a quelle personali: nessuno volle più sapere i risultati delle analisi per non avere dispiaceri, con la conseguenza che nessuno si curò più, tutti i medici sparirono e l’evasione fiscale calò di botto del 50%!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Ma quando qualcuno si ammalava? </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Niente, silenzio. Soffrivano zitti zitti perché per una sorta di patto non scritto nessuno creava problemi agli altri quindi, anche se in preda a dolori lancinanti, le persone sorridevano, e così pure le mogli picchiate dai mariti non dicevano niente e chiunque subisse un torto stava zitto e sorrideva dicendo sempre “tutto bene”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- E poi?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Poi chiusero le frontiere con un muro alto alto e per sicurezza bloccarono anche lo spazio aereo con una cupola per evitare che qualunque estraneo entrasse nel paese. Per questo usarono i progetti del defunto mago Borghezio, un povero stregone che nonostante tutte le principesse di tutti i regni avessero provato a baciare (con conseguente conato di vomito), rimase sempre con l’aspetto di un viscido rospo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- E chi non ci stava a questo stato di cose?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Ovvio: veniva immediatamente allontanato e di lui si cancellavano storia e ricordo. E a proposito di Storia, sparirono anche tutte le scuole perché il Sapere, con i dubbi che la Conoscenza nutre era fonte di tristezza e così la Scienza lasciò campo libero alla Religione, ma beninteso ad una fede rassicurante, senza punizioni, castighi e concetto del Peccato. Bella ma costava un po’ di più infatti dall’8 per mille si passò all’8 per cento! Però, in breve sparì pure quella perché anche parlando solo del Paradiso comunque ricordava la caducità della vita…</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- La che?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Che si deve morire, allora nessuno andò più a messa e non si fecero più funerali. La gente ovviamente continuava a morire ma tutti erano totalmente indifferenti. E sorridevano. E dicevano che andava tutto bene. Bruciava un palazzo: giravano la testa dall’altra parte; moriva il nonno in casa: facevano finta di niente; un operaio cadeva da un’impalcatura spiattellandosi ai piedi dei passanti e loro niente, tiravano avanti come se non fosse accaduto. E fu così, secondo il motto: “Tutto bene. Non so, quindi non soffro” che riuscirono a “vivere per sempre felici e contenti”… Ora mettiti in stand-by che è tardi…</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Grazie papà, mi piacciono queste storie sugli umani ma… gli italiani sono esistiti davvero?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">- Ma no, sciocchino, ti pare? Sono solo personaggi di fantasia inventati per insegnare ai bravi cyborg come te cosa fare e cosa non fare… buonanotte XK-24 junior, a domani!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Claudio Fois</em><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
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		<title>Non giudicare</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 22:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TOC-TOC «E&#8217; permesso?» «Entri, e chiuda la porta.» «&#8230;buongiorno, Eccellenza&#8230;» «Si sieda.» «&#8230;certo, grazie&#8230;ecco.» «Allora, signor Fabbri. Mi auguro che lei abbia una spiegazione valida per giustificare il vergognoso episodio di ieri sera.» «Ehm&#8230;vede&#8230;Eccellenza, anzitutto devo fare una premessa: ieri &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/non-giudicare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" src="http://www.stefanobisi.it/public/wp-content/uploads/giornalismo.jpg" alt="" width="297" height="296" />TOC-TOC<br />
«E&#8217; permesso?»<br />
«Entri, e chiuda la porta.»<br />
«&#8230;buongiorno, Eccellenza&#8230;»<br />
«Si sieda.»<br />
«&#8230;certo, grazie&#8230;ecco.»<br />
«Allora, signor Fabbri. Mi auguro che lei abbia una spiegazione valida per giustificare il vergognoso episodio di ieri sera.»<br />
«Ehm&#8230;vede&#8230;Eccellenza, anzitutto devo fare una premessa: ieri sera sarei dovuto salire sul palco insieme ad un mio collega, e fare un innocuo sketch teatrale, sì insomma, una cosa che avevamo studiato apposta per questa occasione. »<br />
«Hm.»<br />
«E&#8217; successo che il mio collega mi ha dato buca due giorni prima di presentarmi qui, e io non avevo nulla di adatto a questa piazza! Così sono dovuto ricorrere al mio vecchio repertorio. Tempo fa avevo scritto questo monologo sui telegiornali. Sarebbe stato un buon pezzo, adatto al pubblico presente, battute innocue e banali sui tg con quel finto moralismo da bar che poi ti dicono &#8220;bravo e intelligente&#8221;! E così ho scelto quello. Ma come potevo immaginare&#8230;»<br />
«Di trovare me in giuria?»<br />
«Sì, Eccellenza. Porto un monologo ironico sul telegiornale, e come Presidente di Giuria trovo Lei, noto conduttore del primo telegiornale nazionale!»<br />
«Strano, vero? »<br />
«&#8230;beh, non mi permetto Eccellenza, ma&#8230;»<br />
«Può dirlo, può dirlo. E&#8217; strano. Che c&#8217;entro io con la comicità? Assurdo. Una stronzata, direi. Ma tant&#8217;è. I miei requisiti sono che mi trovavo nei pressi in vacanza. Il destino, eh?»<br />
«&#8230;Eccellenza, si metta nei miei panni: il tipo di spettacoli che faccio io non sono adatti ad un pubblico di anziani ritardati e famiglie mediocattoliche, non ero in grado di cambiare monologo all&#8217;ultimo istante, ho pensato che questo almeno avrebbe fatto divertire il pubblico, e speravo nella sua comprensione e nel suo senso dello houmor. »<br />
«Il pubblico in effetti si è divertito. Peccato per le sue vane speranze.»<br />
«Le chiedo infinitamente scusa Eccellenza. So che lei si è molto arrabbiato e ha protestato per la mia esibizione&#8230;»<br />
«Signor Fabbri, sarò schietto ed esplicito. La sua esibizione ha fatto del pungente umorismo contro la mia figura professionale, ciò mi imponeva necessariamente di fare le mie rimostranze in presenza degli altri giurati, non farle sarebbe stato darle ragione. In ogni caso, io stesso non so dirle se le mie proteste abbiano condizionato la scelta di escluderla dal concorso, questi meccanismi ormai funzionano così automaticamente che non c&#8217;è più bisogno di farne richiesta. Può darsi di sì, può darsi di no. Chissà! Consideri anche, signor Fabbri, che in questi contesti vengono sempre privilegiati i riciclatori di vecchie barzellette piuttosto che i tipi sofisticati come lei, quindi pure se non fossi stato io a presiedere la giuria, forse sarebbe stato escluso lo stesso. Chi può dirlo? Che importa? Ci metta una pietra sopra. E comunque&#8230;non è per questo che l&#8217;ho fatta chiamare.»<br />
«&#8230;ah. E per cosa allora?»<br />
«Ecco, vede signor Fabbri, una cosa è il giornalista, una cosa è l&#8217;uomo.»<br />
«Ah sì?»<br />
«Sì. E come uomo&#8230;devo dirle che ho apprezzato molto il suo monologo.»<br />
«Sul serio?»<br />
«Decisamente. Ha espresso concetti condivisibili con un umorismo raffinato, che so benissimo non essere adatto alla piazza ma che, mi creda, è molto soddisfacente per le persone che hanno una cultura.»<br />
«Beh, grazie&#8230;non so cosa dire&#8230;»<br />
«Non entrerò nel merito della questione da lei discussa, non è mio interesse e neanche il suo.»<br />
«Come vuole, Eccellenza.»<br />
«L&#8217;ho fatta chiamare, comunque, perché trovo che lei sia una persona in gamba.»<br />
«&#8230;grazie!»<br />
«E glielo dico con sincera ammirazione.»<br />
«&#8230;così mi mette in imbarazzo&#8230;»<br />
«E&#8217; raro trovare giovani come lei,»<br />
Si alza.<br />
«intelligenti, arguti, brillanti,»<br />
«&#8230;grazie&#8230;»<br />
«con quegli occhioni azzurri&#8230;»<br />
Si avvicina.<br />
«Mi piace quello che fai, e mi piace come lo fai!».<br />
Si siede sulle mie ginocchia, mi afferra per il colletto della camicia e dice «tu sei così&#8230;speciale!»<br />
Mi infila la lingua in bocca, mentre io educatamente rispondo: «&#8230;hgkfffmmghfgpuaaaaahh!»<br />
Stacca la ventosa, si alza e si sfila i pantaloni rimanendo in camicia, cravatta, perizoma e calze a rete; poi si dirige verso un cassetto da cui estrae un arnese e:<br />
«E adesso vieni qui e frustami, stallone!»</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniele Fabbri</em></p>
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		<title>Ad libitum</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 22:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea mi guardava dritto negli occhi, scondinzolando. Da me non se lo sarebbe mai aspettato. Forse da qualcun&#8217;altro si, ma non da me. L&#8217;avevo accarezzata per quasi un anno e lei non mi avrebbe mai tradito. Io, a quanto pare, &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/ad-libitum/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="http://2.bp.blogspot.com/_nFFmEyUUK3M/S0N_NRpDD0I/AAAAAAAABzk/y8FudlQ2FjQ/s320/autostrada.jpg" alt="" width="320" height="302" /></em>L&#8217;idea mi guardava dritto negli occhi, scondinzolando. Da me non se lo sarebbe mai aspettato. Forse da qualcun&#8217;altro si, ma non da me. L&#8217;avevo accarezzata per quasi un anno e lei non mi avrebbe mai tradito. Io, a quanto pare, stavo per farlo.</p>
<p>Ad agosto dell&#8217;anno scorso, tornando dalle vacanze, l&#8217;avevo trovata davanti alla porta di casa, che mi abbaiava rendendomi impossibile ascoltare l&#8217;assordante rumore delle cose da fare il giorno dopo. Avevo cercato di tenerla fuori, ma aveva grattato sulla porta per ore. Scrat scrat. Guardavo un&#8217;amichevole del torneo Metadone per i tossici in attesa del Campionato di Calcio. Scrat scrat. Mi ordinavo la solita margherita prosciutto funghi e rimorsi di obesità. Scrat scrat. Navigavo un po&#8217; sul web godendomi bambini troppo maldestri per i loro 13 mesi e bambine troppo divaricate per i loro 18 anni. Scrat scrat. L&#8217;avevo fatta entrare nella mia vita e da allora tutto era cambiato. Anche se le mie preoccupazioni  erano ben lontane dall&#8217;essere scomparse, le lanciavo a lei che correndo  me le riportava tutte sbavate e, come fosse un gioco, gliele tiravo ancora e ancora  finendo, un giorno,  per non farci nemmeno più caso.</p>
<p>Settimana dopo settimana quel batuffolo di pelo e speranza diventava  sempre più importante nella mia vita. Correvamo su enormi prati verdi, le compravo enormi quantità di giocattoli , La nutrivo di croccantini al gusto futuro ed era un piacere raccogliere le sue enormi stronzate di cose abbondantemente digerite. Avevamo addirittura imparato un gioco: bastava che lei me lo chiedesse e io gli davo la zampa. Era un inizio. Presto, pensavo, dalla zampa le darò tutto il resto.</p>
<p>Purtroppo non stava tanto simpatica ai miei genitori. Gli ringhiava, gli pisciava  in salotto, fosse per loro, l&#8217;avrebbero tranquillamente avvelenata. Non sarebbe nemmeno stata la prima volta. Da piccolo mi dissero che una delle mie prime idee, di cui adesso mi sfugge addirittura il nome, era scappata, e viveva nel paradiso delle idee malsane. In realtà sono abbastanza certo che morì per una polpetta di tranquillità che gli fecero trovare nel piatto in cui mangiava. Bastardi!</p>
<p>Ma adesso che sono io a decidere, nessuno potrà più farle del male. E allora perchè, proprio in questo momento, mi sta fissando con gli occhi gonfi e pieni di lacrime? Una vista che potrebbe senza dubbio commuovere anche una colonnina del soccorso aci. Come quella che è alle mie spalle. Qui, su una autostrada A-qualcosa. Ad un qualche chilometro tra due caselli abbastanza distanti tra loro. Direzione mare.</p>
<p>&#8220;Come?” Sembra chiedermi lei. E tutti i sogni? Le idee? I “farò”?</p>
<p>“E&#8217; genetica” rispondo io a voce alta, cercando di appioppare a Watson e Crick la responsabilità della mia assenza epatica. Apro lo sportello e con un calcio sapor di megaschermo al plasma e ipocrisia, la spingo giù dalla macchina. Lei ha capito e non mi oppone resistenza. Sembra che non sia la prima volta, anzi, sembra non sia nemmeno tra le prime 1000.</p>
<p>Chiudo lo sportello, ingrano la prima e riparto sgommando. Per due metri, poi sono in coda. Come altre migliaia di macchine.  10 chilometri, per traffico intenso, fino a Buonabitacolo. D&#8217;altra parte è Ferragosto. E&#8217; vacanza per tutti. Già durano poco queste ferie. Sembrano tante, ma poi volano. E a settembre si torna a lavorare . Ho tante di quelle cose da fare. Certo non è come lavorare in miniera. Ma comunque lo stipendio è buono. Colpa dell&#8217;euro. Ma se non era per l&#8217;euro a quest&#8217;ora stavamo fuori dal mondo. E poi con questa crisi. Già è tanto che ho un&#8230;.(<em>ad libitum</em>)</p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco Lancia</em></p>
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		<title>All In</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 22:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amico che ti guardi intorno con lo sguardo perso, cos&#8217;hai? Non ridi più, sei sempre preoccupato, hai la faccia di chi aspetta una pessima notizia. Eppure non eri così, amico mio; sorridevi, vestivi alla moda, ti godevi la vita e &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/all-in/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" src="http://www.storiadelpoker.galeon.com/poker.jpg" alt="" width="400" height="300" />Amico che ti guardi intorno con lo sguardo perso, cos&#8217;hai? Non ridi più, sei sempre preoccupato, hai la faccia di chi aspetta una pessima notizia. Eppure non eri così, amico mio; sorridevi, vestivi alla moda, ti godevi la vita e ora invece guardati: sei sciatto, bianchiccio, con le occhiaie e le crocs cinesi.</p>
<p>Ti sento ciabattare per casa coi foglietti in mano e la maglietta del torneo di tresette valtur vinta l&#8217;anno scorso. Ti ricordi che trionfo, vero? Li hai umiliati quei quattro scalzacani; li hai fatti neri con un due secondo e un asso quei bresciani maledetti perchè il tresette è uno sport, cazzo.</p>
<p>Bresciani di merda!</p>
<p>Eri una tigre, amico mio e ora ti sei ridotto così: perchè?Non sarà mica per&#8230;la crisi? Dai, non posso crederci: stai così perchè non c&#8217;hai una lira, amico mio?! Prima eri un signore e ora devi pagare la spesa a rate&#8230;e il tenore di vita non vuole cambiare?!</p>
<p>Scusa se te lo dico amico mio ma sei veramente un ingenuo: un sistema c&#8217;è. Te lo metto a disposizione io, che ti voglio bene.</p>
<p>Gioca, amico mio!! Gioca, punta, scommetti, spendi i tuoi spiccetti con me e vedrai che troverai la soluzione a tutti i tuoi problemi e se non sei portato non ti preoccupare: la disperazione fa tanto in questo caso e tu, amico mio, sei proprio disperato.</p>
<p>E allora inizia col gratta e vinci: ha un&#8217;immagine più pulita, familiare e da meno nell&#8217;occhio delle slot machines. Imparerai ad apprezzare anche quelle ma andiamo per gradi.</p>
<p>Gratta e vinci, dicevamo, ce ne sono di tutti i tipi: scopa, briscola, tresette, tesori d&#8217;oriente, forzieri d&#8217;oro, monopoly, caccia al tesoro eccetera eccetera. Devi solo decidere tu cosa provare e vedrai che la soluzione spunta fuori.</p>
<p>Se poi non vinci subito non ti preoccupare, l&#8217;importante è che ci riprovi. Ma non sprecare il tuo tempo: mentre gratti gioca anche un paio di euro al superenalotto e un altro paio al win for life.Te li consiglio entrambi: il primo ti farà sentire brivido della ricchezza, il secondo quello della salvezza.</p>
<p>E&#8217; così bello non morire di fame, vero?</p>
<p>Ovviamente non puoi vincere sempre e subito, devi provare e riprovare perchè più giochi e più vinci, fratello!</p>
<p>Ovunque ti giri c&#8217;è gioco; pensa quante opportunità hai per uscire dal tuo buco nero di tristezza e ricominciare a vivere.</p>
<p>Come prima? Ma no cavolo, allora sei proprio un pezzente di merda: tu vivrai meglio di prima!! Non dovrai più invidiare il vicino col bmw: ora il tuo bel carro armato X5 potrai averlo anche tu e non a GPL: a benzina, quella vera, quella che costa tanto!!</p>
<p>Allora vieni, amico fraterno, vieni e punta. Scommetti tutto sulla roma, sulla guerra e sulla marea nera, giocati l&#8217;over 40 morti sulla prossima bomba in afganistan ma sbrigati perchè la partita va avanti, le quote scendono e se non giochi ora non vinci più, fesso!!</p>
<p>Hai vinto?!</p>
<p>Bravo, lo vedi che impari in fretta? Sembri un coglione ma se ti ci metti capisci!</p>
<p>Ora non sei più un perdente: hai vinto!! Non sei un perdente, sta scritto sulla ricevuta: 89 euro. Sticazzi se fin&#8217;ora hai giocato 10 volte tanto: tu ora hai vinto e nessuno lo può negare.</p>
<p>Loro perdenti, tu hai vinto!E&#8217; un segno amico, devi giocare ancora.</p>
<p>Guarda quanto ancora hai da giocare: siediti al tavolo accendi il computer e butta sul tavolo quel cazzo di &lt;All In&gt; !</p>
<p>Che c&#8217;è, non hai più soldi? Chiedili a qualcuno, a tua moglie o ai ragazzini: da qualche parte hanno 50 euro che gli ha dato la nonna per natale.</p>
<p>Prendiglieli, te li devono. Li hai messi al mondo, ora devono darti un po&#8217; di gratitudine al portatore e se non te li vogliono dare, prenditeli e basta: oggi penseranno che li avrai traditi ma domani te ne saranno grati, quando in salotto ci sarà un bel plasma da 350 pollici: vedranno i puffi a dimensione godzilla&#8230;.e magari un giorno faranno lo stesso coi loro figli.</p>
<p>Il gioco educa, bello mio!</p>
<p>Con due carte in mano sei un re, lo senti? Ora ripensa un attimo a quando abbiamo iniziato il discorso&#8230;rivediti: eri un pezzente depresso e preoccupato, ora sei un giocatore. Non hai soldi ma se pieno di speranza. Continui sempre a odiare chi è più ricco di te ma ora potresti addirittura ammazzarlo. Hai decisamente una marcia in più!</p>
<p>Allora se hai capito continua a giocare e non fermarti perchè tu mi servi concentrato, determinato e disperato sempre pronto a credere che le cose cambino senza che cambi tu, che la fortuna ti piova in testa, sempre pronto a metterti nei panni di quell&#8217;uno su 5 miliardi che vince qualcosa.</p>
<p>Bravo soldatino, però non ti distrarre perchè più giochi e più vinci, stronzo!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Stefano Augeri<br />
</em></p>
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		<title>2010, FERRAGOSTO ROMANELLO.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 22:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ferragosto: carceri che scoppiano, spiagge troppo piene, città che non si svuotano&#8230; in troppi ovunque&#8230; possibile che il più vuoto di Mezzo Agosto sia io, che per trovare un nocciolo da cui ripartire&#8230; dovrò ripassare la trafila Donna Moderna, Repubblica, &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/2010-ferragosto-romanello/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/food/2010/07/02/jpg_2130159.jpg" alt="" width="420" height="250" />Ferragosto: carceri che scoppiano, spiagge troppo piene, città che non si svuotano&#8230;  in troppi ovunque&#8230; possibile che il più vuoto di Mezzo Agosto sia io, che per trovare un nocciolo da cui ripartire&#8230; dovrò ripassare la trafila Donna Moderna, Repubblica, Settimana Enig-Mistica, Matthieu Ricard, Osho, Corriere dello Sport.</p>
<p>Sono in ferie, e osservo incredulo come mi ha ridotto l&#8217;attività primaria-remunerativa: un concentrato iper-metabolico di sforzi passati tendenti al nulla, sebbene profittevoli per qualcun altro. Che amarezza, sarà dura tornare in città, in sembianze di sereno essere umano.</p>
<p>Il litorale romano si presenta radioso nella sua decadenza inarrestabile, con palese discrepanza tra la cura irrigantosa delle erbette all&#8217;interno delle cancellate private, delle villette condonate, e il degrado arido e totale degli spazi pubblici.</p>
<p>Strade abbandonate, buche sulle strade,  erbacce lungo le strade, cassonetti nauseabondi per le strade, fontanelle secche agli angoli delle strade&#8230; orde di gestori parassiti hanno attaccato tutto dalle cancellate  in poi&#8230; e le strade non erano attrezzate per sopravvivere.</p>
<p>Un tempo a Ferragosto, festa della Beata Vergine Assunta in cielo,  in famiglia, era vietato dire ad alta voce la parola Bocchino, perché sinonimo volgare di Pompino, impronunciabile in quanto riferito a Fellatio, pratica aborrita da Santa romana chiesa, per il periodo, in ferie a Castel Gandolfo.</p>
<p>Ora in questi tempi purulenti tutti invocano a gran voce il Bocchino, affinché senza abbassare la testa, ci porti alla liberazione !!! Impossibile direi&#8230; Siamo in totale confusione.</p>
<p>Sarà per questo che quando ho visto, sul lungomare sassoso di breccole, sgranate dal ciglio delle buche , una madre in pareo, che inseguiva urlando e picchiando il suo bambino in ciabattine numero 32-33, ho per un attimo pensato che fosse tornata l&#8217;ora di un&#8217;educazione più virile e decisa.</p>
<p>Ho sperato che la donna  colpisse ancora il fanciullo con un calcio alla bocca dello stomaco e quando il reo, si fosse piegato per accusare il colpo,  con un gancio ed un uppercut, la santa madre lo abbattesse, lasciandolo  segnarsi le carni abbronzate sulle pietre bianche e aguzze.</p>
<p>La beata donna, in estasi alla vista del sangue, gridava rapita: “tu sarai un cittadino onesto, e avrai come stella cometa il senso civico!”&#8230; e giù calci ai fianchi&#8230;</p>
<p>Purtroppo o meglio per fortuna, è bastato incrociare lo sguardo della madre  alla prima batteria  di schiaffi, affinché lei si ritraesse sorpresa dall&#8217;impeto pedagogico e  tutto ciò non avvenisse.</p>
<p>La vista contro sole, di un palmo di stoffa rossa che accelera fuggente il passo, per creare una salvifica distanza, carezzandosi il braccino colpito, con il volto di tre quarti all&#8217;indietro e un occhio lacrimevole che implora perdono,  mi smuove dentro.</p>
<p>Ripenso al modello educativo della passata generazione, lontano dal rispetto dell&#8217;altro, basato sul principio di umiliare per educare. Noto che fa ancora danni, sebbene allo stato dei fatti non abbia prodotto grandi risultati.</p>
<p>Genitori autoritari, ma assenti, ci hanno donato una classe dirigente priva di ogni autostima, vere  belve umane da affermazione compulsiva  a tutti i costi.</p>
<p>Infatti, oggi a Ferragosto mentre io farnetico assolato, loro ruttano Prosecco di Valdobbiadene, e stanno rubando il limone nel fritto misto di paranza dal piatto del loro vicino di tavolo.</p>
<p>Io brindo sereno a Mezzo Agosto con una imbevibile Romanella.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Mauro Fratini</em></p>
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		<title>Manuale di sopravvivenza alla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 22:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anzitutto, procuratevi un amico con una cantina. E’ importante che non sia la vostra cantina ma quella di un amico. (la vostra cantina non andrà comunque sprecata, in quanto voi siete l’&#8221;amico con la cantina&#8221; del vostro amico) Se la &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/manuale-di-sopravvivenza-alla-crisi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.fuorilemura.com/wp-content/images/gelato_fritto1.jpg" alt="" width="193" height="160" /></p>
<p>Anzitutto, procuratevi un amico con una cantina.<br />
E’ importante che non sia la vostra cantina ma quella di un amico.<br />
(la vostra cantina non andrà comunque sprecata, in quanto voi siete l’&#8221;amico con la cantina&#8221; del vostro amico)</p>
<p>Se la cantina è molto umida, procuratevi un barile di sale; se la cantina è secca, iniziate a conservare i vostri sputi in un secchio d’alluminio.</p>
<p>Dopodiché radunate tutti i vostri risparmi.<br />
Prima di uscire di casa, telefonate al vostro capo e dite che da domani non andrete più a lavoro per non umiliare i disoccupati.<br />
Lasciate a casa cellulare, chiavi, lettore mp3, preservativi, cotton fioc e tutto il resto.</p>
<p>Uscite di casa, recatevi al primo ristorante cinese, ordinate due di tutto ciò che è “al vapore”, fatta eccezione per due porzioni di gelato fritto. Una mangiatela e una conservatela in un sacchetto.</p>
<p>Pagate il conto, andate al negozio di chincaglierie cinesi di fronte, e comprate:</p>
<p>una torcia a led<br />
una radiolina<br />
un kit di pile<br />
un elmetto da cantiere<br />
uno specchio</p>
<p>Entrate in una salumeria e convertite tutti i soldi rimasti in acqua e mortadella.</p>
<p>Con il vostro kit, finalmente rinchiudetevi nella cantina del vostro amico.<br />
A breve la crisi mondiale sfocierà nella violenza, quindi sedetevi, respirate, assaggiate un pezzo di mortadella e aspettate che la guerra finisca.</p>
<p>Quando l’esercito cinese avrà preso il controllo del pianeta ponendo fine alla Terza Guerra Mondiale, uscite dalla clandestinità e recatevi al primo picchetto cinese con in mano il sacchetto contenente il gelato fritto – non preoccupatevi, quella roba si conserva intatta nei secoli.<br />
I soldati riconosceranno il gelato fritto, penseranno che state dalla loro parte e vi troveranno un posto nella Nuova Cinacrazìa Mondiale, come insegnante di lingue morte.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniele Fabbri</em></p>
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		<title>Io odio i miei genitori!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 22:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io odio i miei genitori. Genitori, questi esseri che si arrogano il diritto di educarti senza possibilità di scelta. Da piccolo avevo intenzione di abbandonare i miei genitori davanti a un convento e cercarne degli altri migliori ma ho desistito &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/io-odio-i-miei-genitori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><img class="alignleft" src="http://www.rilaxati.it/wp-content/uploads/2009/12/i_hate_my_parents_06.jpg" alt="" width="414" height="266" /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Io odio i miei genitori.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Genitori, questi esseri che si arrogano il diritto di educarti senza possibilità di scelta.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Da piccolo avevo intenzione di abbandonare i miei genitori davanti a un convento e cercarne degli altri migliori ma ho desistito quando ho visto che non sarebbero mai entrati in un cesto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Io vi odio mamma e papà.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il mio non è il classico odio adolescenziale, quell&#8217;odio che si sviluppa nell&#8217;età critica dello sviluppo intorno ai tredici quattoridici anni, quando si odiano i genitori perchè non ci fanno uscire o perchè non ci comprano il motorino o perchè non rispettano la nostra privacy o perchè sono contrari al fatto che tu ti fai le canne (ho scoperto solo da grande che mio padre si incazzava non perchè mi facessi le canne ma perchè non gliela passavo mai).</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il mio è un odio maturo, adulto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Contesto ai miei genitori pressocchè tutto quello che mi hanno insegnato e trasmesso.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Hanno cercato di educarmi, instradandomi verso principi etici, alti valori morali tipo il rispetto del diverso, l&#8217;amore per il confronto, l&#8217;interesse per lo studio e altre cose insignificanti. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Mia madre, con il suo senso materno spropositato, mi ha insegnato ad amare il prossimo come me stesso. Insegnamento che i cristiani hanno rubato alla natura umana, ma nonostante tutto sempre valido.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ama il prossimo tuo o quantomeno, prima di mandarlo a fare in culo cerca di sentire le sue ragioni.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Si sbagliava mamma.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nessun amore, nessun interesse per il prossimo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Avrebbe fatto meglio, mia madre, ad insegnarmi il comandamento laico che guida e governa il mondo: cerca di fottere il prossimo tuo prima che lui fotta te.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Sono anni che il mondo mi tromba per la mia lentezza di riflessi.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E soprattutto come faccio ad amare il prossimo come me stesso, se io mi sto sul cazzo?</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il senso del sacrifico che mio padre mi ha insegnato invece mi ha relegato ai margini della società. Lavorare per guadagnarsi qualcosa e guadagnarsi quel qualcosa con il sudore della fronte. E realizzarsi sentendosi orgogliosi di arrivare a un risultato solo con le tue capacità magari povero ma fiero e felice.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Si sbagliava papà.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">È meglio non perdere tempo e non sforzarsi.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il tempo impiegato a lavorare è opportuno impiegarlo a conoscere le persone giuste che possano trovarti un buon posto di lavoro ben retribuito in cui non c&#8217;è bisogno di lavorare.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il sacrificio papà è roba vecchia, superata.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Io vi odio mamma e papà perchè avete investito del denaro per mandarmi a scuola, farmi studiare, rendermi un cittadino consapevole per non navigare nel mare magnum dell&#8217;ignoranza.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Potevate farvi i cazzi vostri cari i miei genitori.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Avete buttato i vostri soldi e non venite a dirmi che l&#8217;avete fatto per me.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Non ve l&#8217;ho chiesto certo io.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Potevate investire i vostri sforzi in modo migliore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Magari facendomi un abbonamento pluridecennale alla Gazzetta dello Sport così forse sarei diventato un opinionista sportivo, gente che non ha un cazzo da dire ma lo sa dire bene;</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">o potevate spendere quei soldi per una buona scuola di calcio e farmi diventare un calciatoresopraffinoscopatorediveline; o meglio ancora potevate investire tutto sulla mia bellezza.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Si mamma e papà, io vi odio perchè mi avete insegnato che ciò che conta nella vita non è il fuori ma il dentro, non è l&#8217;estetica ma l&#8217;essenza, non l&#8217;esteriore ma l&#8217;interiore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Fesserie.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Potevate spendere qualche lira in cure di bellezza, maschere facciali, plastiche e quantaltro serve per diventare bello, di quella bellezza finta e preconfezionata, clonata e riclonata, una bellezza fotocopiata, e oggi invece di un comico satirico avreste avuto un figlio TRONISTA e così avrei potuto dire: Anche io ho stato in televisione!</span></p>
<p style="text-align: right;"><em>Pietro Sparacino<br />
</em></p>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 22:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[-        &#60;Buongiorno, prego si accomodi. La nostra sarà una chiacchierata rapida: lei mi è stato ampiamente segnalato da chi di dovere e alle 5 mio figlio Spread ha il saggio di razzismo.&#62; -        &#60;Ghfffffff&#62; -        &#60;Lei si presenta per un &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/hr/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" src="http://fierce13.com/shop/images/IMG_0005.jpg" alt="" width="254" height="216" />-        &lt;Buongiorno, prego si accomodi. La nostra sarà una chiacchierata rapida: lei mi è stato ampiamente segnalato da chi di dovere e alle 5 mio figlio Spread ha il saggio di razzismo.&gt;<br />
-        &lt;Ghfffffff&gt;<br />
-        &lt;Lei si presenta per un ruolo dirigenziale di alta responsabilità.&gt;<br />
-        &lt;Mpfhh ghssshhhttt ghn mhnn shshlll&gt;<br />
-        &lt;Chiaro. Vedo dal suo curriculum che lei ha due master, uno in contabilità e l’altro in waterboarding, entrambi con ottimi risultati. Come pensa di poter essere utile alla nostra società?&gt;<br />
-        &lt;Ih shmmmll dprfffhhhh gh chlgh trtt imphgnn hh ddhzn nhlh chlchl dh&gt;<br />
-        &lt;Sta sbavando, vuole un kleenex?&gt;<br />
-        &lt;Ghzz..mhh hh lh mhnh lhgt..&gt;<br />
-        &lt;L’asciugo io, vada avanti. Direi che può levarsi la gag ball&gt;<br />
-        &lt;Hhhhh…Grazie: è un classico ma mi lascia sempre la bocca indolenzita&gt;<br />
-        &lt;Abituarcisi le tornerà utile: c’è la meritocrazia qui. Proseguiamo. Cosa l’ha convinta che fosse lei l’uomo giusto per una carriera manageriale nella nostra multinazionale?&gt;<br />
-        &lt;Sicuramente l’immagine vincente totalmente slegata da qualsiasi etica: trovo strategicamente eccellente non far capire cosa si produca nemmeno a chi lo produce. Inoltre ho studiato a lungo il vostro sistema di ammortizzazione sociale e penso che sostituire la cassa integrazione con il cannibalismo sia la vera natura del mercato flessibile. &gt;<br />
-        &lt;E’stata una mia idea&gt;<br />
-        &lt;Complimenti, dovrebbero farla ministro del lavoro&gt;<br />
-        &lt;Punto al porporato&gt;<br />
-        &lt;Capisco&gt;<br />
-        &lt;Dunque lei si candida per l’HR management con mansioni sessuali: l’ambito problem solving è uno dei settori chiave di questo ramo d’azienda. Lei sa provocare dolore? Per provocare intendo trarre soddisfazione da esso. Qual è la sua opinione nei confronti del dolore e della sofferenza&gt;<br />
-        &lt;Li ritengo fondamentali soprattutto in ambito team building, nel quale ho maturato una certa esperienza in gestione di gruppi di lavoro sotto stress, privazione del sonno e induzione al suicidio presso l’ateneo di Guantanamo. Inoltre ho entrambi i capezzoli bucati.&gt;<br />
-        &lt;Armi da fuoco?&gt;<br />
-        &lt;Preferisco il manganello: è più virile&gt;<br />
-        &lt;Vecchia scuola, interessante. Posizione preferita?&gt;<br />
-        &lt;Doggy style, a progetto.&gt;<br />
-        &lt;Ottimo, le faremo sapere&gt;<br />
-        &lt;Grazie, posso?&gt;<br />
-        &lt;Prego&gt;<br />
-        &lt;Rhvhdcchh&gt;<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Stefano Augeri</em></p>
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		<title>It&#8217;s OnLy fiVe mInuTes</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 22:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima parte: il debutto. Idealizzavo il mio viaggio a Londra da circa due anni, immaginando un arrivo simile a quello di Ewan McGregor in Trainspotting, quando Renton decide di diventare un agente immobiliare nella capitale e parte la base commerciale &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/its-only-five-minutes/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.satiriasi.com/wp-content/uploads/2010/08/59-london.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-290" title="59-london" src="http://www.satiriasi.com/wp-content/uploads/2010/08/59-london.jpg" alt="" width="150" height="225" /></a></em></p>
<p><em>Prima parte: il  debutto.</em></p>
<p>Idealizzavo il mio viaggio a  Londra da circa due anni, immaginando un arrivo simile a quello di Ewan McGregor  in Trainspotting, quando Renton decide di diventare un agente immobiliare nella  capitale e parte la base commerciale di “Think about the way” di IceMc.  Niente  di tutto questo. La scena del mio debutto nei comedy club inglesi ha tutt’altro  sapore, beffardo e ironicamente vigliacco, come quello del vino bianco. Ti  pareva.</p>
<p>Il locale è al centro, Charing  Cross Road, si chiama Royal George. Si trova proprio di fronte al Dominion  Theatre, dove una statua enorme di Freddie Mercury, mito adolescenziale,  presenta il popolarissimo musical dei Queen “We will rock you”. E soprattutto  dove nel 1993 Bill Hicks registrava il mio spettacolo preferito, quello di  Goatboy. In quel momento Freud e Stendhal  facevano nuoto sincronizzato nella prima birra chiara del mio  viaggio.</p>
<p>La serata a microfono aperto  inizia. È aperta a tutti i comici, esordienti e non, che desiderano provare i  loro pezzi.  Sono lì ad aspettare il mio turno, al tavolo con alcuni di loro e i  rispettivi bicchieri. Tutti abbastanza emozionati. C’è anche Giada, una ragazza  italiana che fa satira a Londra. Lei stasera non sale sul palco. Prima di  partire ho saputo di lei e le ho scritto della mia idea di esibirmi in  Inghilterra. Le ho chiesto, più o meno seriamente, di venirmi a sostenere e  Giada, molto carinamente, si è presentata all’entrata del locale col suo ragazzo  Nelson per assistere alla serata.</p>
<p>Il presentatore è Alex Perry, più  o meno la mia età. È molto bravo, fa ridere il pubblico e ne fomenta  l’entusiasmo.</p>
<p>Si alternano sei, sette comedian.  Non capisco quasi niente. Il mio inglese è pacchiano, imbarazzante, mi sento un  po’ provinciale, a Londra persino i bambini sanno l’inglese.</p>
<p>Mancano altri due e poi tocca a  me. Adrenalina. Rideranno? Sono un po’ preoccupato.</p>
<p>Giada trova le parole giuste e mi  tranquillizza. Poi inavvertitamente tocca con la mano il suo calice di vino  bianco e me lo versa addosso sui jeans e la camicia. Smetto di essere  preoccupato.</p>
<p>Due anni che aspetto quel  momento: ho studiato i comici stranieri, ho speso soldi per lezioni individuali  e soprattutto ho passato settimane a scegliere la camicia del mio  debutto.</p>
<p>Resto qualche secondo immobile a  ponderare il danno con lo sguardo. Incredibile, sono bagnato dal petto al  ginocchio sinistro. Alzo la testa e vedo Giada con le mani sulla bocca e gli  occhi spalancati. Sa di averla fatta grossa, è imbarazzatissima. Borbotta uno  “scusa” a bassa voce. Scoppiamo a ridere. Finalmente.</p>
<p>Passano quindici minuti e altri  due comici. La camicia è quasi asciutta. Il presentatore chiede l’attenzione e  il calore del pubblico. Mi presenta come Francisco Di Carlos. Praticamente un  messicano.</p>
<p>Salgo sul palco tra gli applausi  che in quei locali regalano a chiunque salga sul palco.</p>
<p>“Hi everybody,  this is my first stand up in England!”</p>
<p>Ancora applausi e urla di  incoraggiamento.</p>
<p>“Calm down, it’s  only five minutes”</p>
<p>Ridono!</p>
<p><em>(continua)</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco De Carlo </em></p>
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		<title>Tutte le taglie di tutte le età</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 22:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo ha deciso con un DDL: niente operazioni al seno per le minorenni. In Italia si diventa maggiorenni a 18 anni. In Iran a 9 anni. Questo alimenta l&#8217;invidia delle nostre tredicenni nei confronti delle tredicenni iraniane. Un giorno &#8230; <a href="http://www.satiriasi.com/2010/08/tutte-le-taglie-di/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.satiriasi.com/wp-content/uploads/2010/08/portada217813_img.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-284" title="portada217813_img" src="http://www.satiriasi.com/wp-content/uploads/2010/08/portada217813_img.jpg" alt="" width="150" height="160" /></a>Il Governo ha deciso con un DDL: niente operazioni al seno per le minorenni.</p>
<p>In Italia si diventa maggiorenni a 18 anni.<br />
In Iran a 9 anni.</p>
<p>Questo alimenta l&#8217;invidia delle nostre tredicenni nei confronti delle tredicenni iraniane.<br />
Un giorno avremo soldatesse italiane piatte senza pietà che scaricheranno i mitra sulle soldatesse pinup iraniane.</p>
<p>Perché una minorenne non può rifarsi il seno?<br />
Dicono sia per evitare troppe operazioni nell&#8217;arco della vita, visto che le protesi vanno cambiate ogni dieci anni.</p>
<p>Allora facciamo una legge che concede le tette finte alle minorenni a patto che si facciano uccidere prima dei cinquant&#8217;anni.<br />
Oggigiorno chi vuole vivere più a 50 anni?<br />
Solo i miliardari.<br />
Ma tanto le leggi non li riguardano.</p>
<p>Oppure, facciamo una legge che vieta a chi ha il seno rifatto le operazioni di ristrutturazione dopo i sessant&#8217;anni.<br />
Chi vuole una nonna sdentata con la schiena curva, la faccia cadente e le tette di Pamela Anderson?</p>
<p>Altro difetto della legge: le operazioni sono consentite quando servono a correggere le malformazioni.<br />
Bravi! Così invogliamo le ragazzine a incendiarsi i capezzoli, o a mettere i seni acerbi nel microonde o sotto una pressa!(non sottovalutate la follia di una minorenne, alcune di loro sono capaci di seguire i Sonhora).</p>
<p>Lo sanno tutti che il proibizionismo non funziona, è un incoraggiamento al mercato nero del silicone, le ragazzine ricorreranno alle operazioni clandestine!<br />
Non stupitevi se torneranno dal ristorante cinese con 4 misure in più.</p>
<p>Questa legge impedisce ai genitori poveri di costruirsi un avvenire sul corpo della propria figlia. E interferisce col mercato della pedopornografia.</p>
<p>Certo, se mia figlia di 12 anni mi chiedesse ora di rifarsi le tette la legherei ad una sedia e le spegnerei mozziconi di sigaretta sulla pelle finché non è convinta di essere troppo piccola per pensarci.</p>
<p>Ma io mi occupo del problema politico, alla realtà ci pensa mia moglie.</p>
<p>PS L&#8217;autore di questo pezzo non è sposato, non ha figlie minorenni,  crede che la maggiore età sia solo uno stato sensoriale, e che la Vita sia una leggenda noir inventata<br />
per scopi militari.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniele Fabbri</em></p>
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